lunedì 31 agosto 2015

Welcome back

Dei giorni in cui realizzi di ripetere gli stessi errori e di avere cucite addosso le stesse insicurezze di sempre.
A cosa serve rendertene conto se tanto non cambi mai?


sabato 27 giugno 2015

On air: cherokee / cat power

Giugno é un cerchio.
si apre su un'isola e si chiude su un'altra isola.
che nel mezzo tu abbia lavorato moltissimo é difficile da credere, ma effettivamente così, complici le cose da fare nel (poco) tempo rimasto, i sensi di colpa, l'insonnia da gestire e l'appassionarti alle cose quando devi farle in completa autonomia.
Giugno sono stati pochissimi film visti, ma una sera a parlarne e pensare quanto é triste non ricordare qual era il mio film del cuore fino ai dieci anni.
Giugno sono sei libri, giugno sono le storie altrui.
Uno di questi, quando lo hai finito, lo hai chiuso e lo hai tenuto sul petto per un po' ringraziando Grand, Anna, Marie e la tua Milano, per averti fatto sentire meno sola, meno incompiuta e per averti fatto ritrovare la speranza e la voglia.

giugno é l'estate che avanza, un braccialetto nuovo e una promessa per te.
giugno finisce e tu torni a casa, che é esattamente dove vuoi essere.

lunedì 8 giugno 2015

Partire. Tornare.

Partire.
Sotto quale tetto dormirai tra quattro mesi? Lo scopri così, un'oretta prima di partire e sei un misto di agitazione, di scelte che non pensavi di doverti porre, ma anche di incontrollabile sensazione di libertà.
in un istante sentire fortissimo quello che vuoi.

L'acqua trasparente, le gradazioni di tono, giocare con le ombre sulla sabbia, fotografare con lo sguardo e cercare di conservare colori e sensazioni nel cuore.
Sei silenziosa, che cosa pensi?
Potresti passare le ore a osservare il mare senza dire una parola. e anche il cielo, ma questo cielo ha troppe poche nuvole, sembra steso con una mano uniforme di vento.
Nel frattempo, tua madre ricoverata e tu lontana, non sai.
Ti domandi cosa stavi facendo in quel preciso istante, magari stavi anche ridendo. vorresti solo essere con lei.

Passano i giorni, ti riempi gli occhi di nuovi paesaggi.
Le curve tra le distese di verde, il rosa intenso dei fiori, l'azzurro del cielo, il vento che entra dal finestrino e ti scompiglia i capelli, gli odori che spalancano porte e chiamano ricordi, tu che cerchi incessantemente la giusta frequenza, la sensazione della sabbia sotto i piedi, il richiamo dell'acqua, il luccichio del sole, la malinconia immotivata e improvvisa che ti fa piangere in spiaggia sotto il sole di mezzogiorno.
e poi ci sono le battute sceme, le risate e ancora le risate, assaporare la lentezza dei luoghi, staccare da tutto e cambiare il punto di messa a fuoco, i tavolini azzurri con vista mare e cielo, le stelle tremolanti, le chiacchiere sul terrazzino, i galli con il fuso orario tarato male, non dormi nemmeno tu?, ma sogno o son desta? sono un po' strega, forse.

Sta cambiando tutto troppo all'improvviso, tutto insieme.
Sei pronta?
Puoi restare immobile o fare un passo verso l'ignoto.
Guardi l'orizzonte e in quella quiete ti convinci che tutto abbia sempre un senso.

Tornare.
Dieci giorni di silenzi.
Chissà come stai, chissà cosa pensi. 
E io, come sto e cosa penso?
Resto in ascolto.

martedì 19 maggio 2015

Atmosferico

Sono giorni strani, di confusione e di contrasti, giorni in cui vedi tutto un po' sfuocato 
(Se tutto ciò che cerco nasconde un movimento
Quale destinazione può incontrarci
Se in tutto ciò che inquadro il senso è già sfocato
Qual è l'angolazione per fissarci

giorni in cui fatichi a capirti, giorni in cui non ti riconosci
(ed a volte ti vedi limpido
il mattino in una finestra
altre volte ti senti arido
come un gesto che resta in tasca
)

giorni in cui non hai voglia di farti domande, né soprattutto di darti risposte
(giorni che ti stan passando attraverso
in giorni che nessun colore é diverso
)

giorni in cui stai in disparte e osservi
(stai con me)

ma sai tirartene fuori, sai sempre come fare.
(alzati e cammina
per scoprire di essere vivo come non mai
...
c'era una volta non c'è più
mentre l'unica che resta davvero sei tu)

* Subsonica


mercoledì 22 aprile 2015

Hand in hand.


"zia, ho fatto come hai detto tu. ho soffiato e ho espresso un desiderio".
"brava!"
"vuoi sapere che desiderio ho espresso?"
"mmm. va beh, sì, dai dimmelo".
"di venire a vivere a milano dove ci sei tu".

ci sono pochissime cose che hanno il potere di annullarmi qualsiasi pensiero negativo.
i miei nipoti sono sicuramente una di queste e sono la dimostrazione, per me ora più vicina, di come possa esistere un amore senza se e senza ma, perché li ho amati immensamente dal primo momento che li ho visti e solo dopo ho imparato ad amarli perché sono pazzi e dolcissimi.
mi domando se con gli anni continueremo a volerci così bene e se vedranno sempre in me un punto di riferimento, oppure se diventerò per loro quello che sono per me le mie zie, delle quasi perfette estranee.
e mi domando anche se non sarò invece proprio io, se mai avrò una famiglia mia, ad avere per loro un diverso trasporto, nel corso degli anni.
e se forse, tutto questo, non sia che il normale corso delle cose, anche se in fondo a pensarci bene io non ho memoria di aver mai condiviso nulla con le mie zie.
Ma quel che sarà, sarà.

Per ora, quello che conta, è che io sono la zia super figa che vive a Milano.


mercoledì 8 aprile 2015

Percorsi.


Oggi mentre ripensavo a un episodio di quando ero piccola che mi aveva fatto star male, per la prima volta non ho provato vergogna, ma mi sono domandata di cosa mai avessi dovuto vergognarmi.
Mi sono rivista in quel fermo immagine e ho sentito solo una tenerezza infinita per la me di allora. 
E che strano provare tenerezza per se stessi quando si è i propri peggior giudici. 
E che pace nel piangere lacrime liberatorie.
Ora sarebbe lungo e doloroso scrivere cosa scatti nella mente di una adolescente che vede il suo corpo acerbo cambiare e non riesce a togliersi di dosso gli apprezzamenti e gli interessamenti dei suoi coetanei che, per quanto siano apprezzamenti, per lei sono soltanto motivo di profonda vergogna.
Vorrei dire alla effe di allora che non c'è nulla di sbagliato o di cui vergognarsi nell'avere un corpo femminile e che anzi quel corpo così femminile è un tratto di lei che le appartiene nel profondo e che un giorno, finalmente, imparerà ad amare.
Alla effe di adesso, invece, dico solo quello che mi dici sempre tu: "testa alta e tette in fuori!".